19-09-2011


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le
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Come gli Alleati trattarono i prigionieri di guerra tedeschi

http://olo-dogma.myblog.it/archive/2010/11/12/come-gli-alleati-trattarono-i-prigionieri-di-guerra-tedeschi.html

Come gli Alleati trattarono i prigionieri di guerra tedeschi

Former, Waffen SS veterans demonstrate in Riga.jpg

Veterani Waffen-SS lituani,Riga 2009.WaA

I crimini di guerra dei soldati alleati, gli stessi che apparivano come accusatori nei confronti dei Serbi e dell’ex Armata Rossa, sono caduti in prescrizione, sostiene l’analista storico del 20° secolo Michael Walsh.

La sua ricerca mette in luce il genocidio alleato, la schiavizzazione ed il maltrattamento istituzionalizzato dei prigionieri di guerra dell’Asse durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Egli afferma che gli abusi a cui erano sottoposti i prigionieri di guerra erano contrari alle varie convenzioni internazionali in materia e delle quali, l’Inghilterra ed i suoi alleati, erano firmatari.

Addirittura nel 1948, tre anni dopo la fine della guerra, il trattamento del governo inglese nei confronti dei suoi prigionieri stranieri fu soggetto ad un minuzioso esame della Croce Rossa Internazionale e alla condanna mondiale.


La Croce Rossa Internazionale minacciò di portare il governo di Sua Maestà davanti a tribunali internazionali per abuso e schiavizzazione illegali.

E’ noto che i campi di prigionia amministrati dagli inglesi erano peggiori di Belsen, ben dopo la fine della guerra. Perfino civili furono tenuti in prigionie, deportati e assassinati a decine di migliaia, mentre i loro carnefici riuscirono ad evitare la giustizia.

L’accreditato fotografo della Associated Press, Henry Griffin, che scattò delle foto ai corpi senza vita di Buchenwald e Dachau, quando visitò i campi dei prigionieri di guerra alleati, affermò:

”la sola differenza che vedo fra questi uomini e quei corpi è che i primi respirano ancora” (Fonte: Congressional Record, 11.12.45 p. A-5816).

Secondo le rivelazioni di membri della Casa dei Comuni di Londra, circa 130.000 ex ufficiali tedeschi e uomini furono imprigionati durante l’inverno 1945-46 in campi britannici in Belgio in condizioni che, ufficiali inglesi, non esitarono a descrivere come: non tanto migliori che a Belsen.
(Fonte: Gruesome Harvest, R.F. Keeling, Institute of American Economics, Chicago 1947).

Tortura e brutalita’

In aggiunta al disappunto internazionale, Cyril Connolly, uno degli scrittori inglesi più noto affermò: militari inglesi imprigionarono e torturarono soldati tedeschi. Egli descrisse come essi fossero talmente ”influenzati” dalla propaganda sugli Unni tedeschi, da essere felici di mostrare le loro atrocità ai giornalisti in visita.

Un giornalista britannico di nome Moorehead, che era presente a queste ”feste di tortura”, osservò che un giovane ufficiale medico inglese e un capitano del Genio dirigevano il campo di Bergen-Belsen. Il capitano era di ottimo umore, ma quando ci avvicinammo alle celle, il sergente perse la pazienza e il capitano mi disse che al mattino effettuarono degli interrogatori e temeva che i prigionieri non avessero un gran bell’aspetto.

Le celle furono aperte alle visite dei giornalisti, i prigionieri tedeschi erano per terra, ricurvi su se stessi, gemevano ed erano ricoperti di sangue. Quello più vicino a me tentava di reggersi in piedi e alla fine ci riuscì. Tremava e muoveva le braccia come se dovesse difendersi dai pugni.

IN PIEDI! Gridò il sergente. CONTRO IL MURO!

Furono sbattuti contro il muro e se ne stavano là, barcollanti. In un’altra cella l’ufficiale medico aveva appena terminato un interrogatorio.

IN PIEDI! Gridò l’ufficiale. ALZATI!

L’uomo giaceva sanguinante sul pavimento. Afferrò con le braccia una sedia e tentò di sollevarsi. Riuscì ad alzarsi in piedi, allungò le braccia verso di noi e rantolando disse: PERCHE’ NON MI UCCIDETE?

Il sergente allora affermò: QUEL MALEDETTO BASTARDO E’ TUTTA MATTINA CHE BORBOTTA QUESTE PAROLE! (Fonte: Cyril Connolly, The Golden Horizon, Weidenfeld and Nicholson, London)

Sparare ai prigionieri per divertimento

L’ex veterano dell’esercito britannico A.W. Perkins di Holland-
on-Sea, descrisse le condizioni del campo di concentramento britannico di Sennelager, il quale conteneva, inaspettatamente, non soldati ma civili.

Egli racconta: durante la seconda metà del 1945 ero con le truppe inglesi a guardia di civili sospettati di nazismo e che vivevano con razioni da fame in un campo chiamato Sennelager.

Venivano picchiati frequentemente ed inoltre rovistavano nei nostri bidoni dell’immondizia per raccogliere la sbrodaglia dei piatti.

Questa ex guardia descriveva come le altre guardie si divertivano a tormentare i prigionieri denutriti e affamati: potevano essere uccisi a vista se solo osavano avvicinarsi alla rete del perimetro. Era un abitudine gettare una sigaretta all’interno della rete e sparare al primo prigioniero che tentava di prenderla (Fonte: Daily Mail, London 22.04.95).

Quando rappresentanti della stampa chiedevano di visitare i campi di prigionia, gli inglesi rifiutavano fermamente, adducendo la scusa che la Convenzione di Ginevra vieta tali visite ai campi di prigionia, affermò il corrispondete Arthur Veysey da Londra il 28.05.46.

”Denutriti e picchiati” – ammette un importante quotidiano americano.

Il Servizio Stampa del Chicago Tribune, il 19.05.46, un’anno dopo la fine della Guerra, afferma: i prigionieri hanno trascorso l’inverno in tende, dormendo sul suolo nudo e con una coperta a testa. Dicono di essere malnutriti, picchiati e presi a calci dalle guardie. Molti non hanno biancheria intima, né stivali.

Un dispaccio dell’Associated Press (Londra, 27.08.46), più di sedici mesi dalla fine della guerra, affermava: nell’estate del 1946 un sempre maggior numero di prigionieri di guerra fuggiva dai campi di concentramento britannici, spesso con l’aiuto di civili inglesi. La polizia militare dava loro la caccia con un accanimento tale che ricordava gli inseguimenti ai neri fuggitivi delle piantagioni di cotone prima della guerra civile americana.

Civili, donne e bambini mitragliati

Qui termina il lavoro di evidenziatura del testo.Pubblichiamo il testo senza leggerlo.(Olodogma)

Decine di migliaia di persone del Centro Europa, sfollati dalla guerra, che cadevano in mani britanniche, venivano trattate anche peggio nella Jugoslavia e nell’Austria controllate dagli inglesi.

In quei luoghi, la Gran Bretagna e l’NKVD sovietico, gestivano congiuntamente i campi di concentramento.

L’NKVD, precursore del malvagio KGB, veniva invitato ad aiutare i britannici a catturare, deportare e sterminare le loro vittime.

Un ufficiale britannico descrisse come i prigionieri (civili) venivano trattati rudemente ma non brutalmente: venivano spinti e strattonati ma non c’era resistenza, niente lotte o tentativi di fuga. Erano completamente docili e rassegnati al loro destino. I soldati li radunavano rapidamente in gruppi, portandoli in luoghi dove poi venivano massacrati a colpi di mitra.

L’ufficiale inglese aggiunse: molti di loro non andarono molto lontano. Dietro alla stazione c’era un bosco nel quale venivano fatti entrare e, di lì a poco, si udiva il crepitio dei mitra. Non vidi personalmente le esecuzioni ma sono certo che è quello che avvenne in diversi angoli di quel bosco.

Questo è uno dei tanti tipici racconti di quando, unità britanniche cooperando con ufficiali dell’NKVD dell’Armata Rossa, davano la caccia e sterminavano decine di migliaia di rifugiati civili cosacchi, inclusi bambini, in Austria nell’estate del 1945, dopo la fine della guerra.

Un convoglio ferroviario britannico cosparso di sangue

Decine di migliaia di persone di molte nazionalità furono catturate e rinchiuse come bestiame per essere portati nei campi di sterminio dell’Armata Rossa.

Un racconto descrive come tutto il treno era sporco di sangue. Erano carrozze aperte e ricordo le chiazze di sangue dove i corpi venivano trascinati, nei corridori, tra i sedili, fin giù dagli scalini. I Bagli erano completamente ricoperti di sangue.

Una pattuglia composta da due ufficiali dell’Armata Rossa e 4 soldati britannici andarono a cavallo nelle colline, l’8 Giugno 1945. Catturarono un gruppo di persone su di un pendio. I Cosacchi fuggirono in discesa lasciandone indietro alcuni, per lo più donne e bambini, troppo deboli per correre. Un soldato individuò un cosacco a distanza, puntò il fucile su di lui, sparò e lo vidi cadere. Siccome non fu visto rialzarsi, si pensò fosse morto.

Il Capitano Duncan MacMillan ricorda: vicino ad una piccola stazione c’era un recinto con filo spinato. Vidi i cosacchi venire scaricati dai vagoni che venivano derubati di ogni minimo avere, perfino del cibo, prima di essere portati via.

Molti soldati inglesi testimoniarono di aver udito diverse scariche di mitra nelle vicinanze dopo che i prigionieri furono allontanati.

James Davidson disse: pensammo che quei colpi significavano la loro fine e che erano stati portati laggiù per essere sterminati.

Que
sti terribili racconti furono descritti nel libro di Nicholas Berthell THE LAST SECRET (L’Ultimo Segreto), pubblicato da FUTURA (Londra) nel 1974.

L’apparato giudiziario inglese soppresse ulteriori racconti.

Schiavitu’ del XX° secolo

Nell’Agosto del 1946, secondo la Croce Rossa Internazionale, l’Inghilterra aveva 460.000 prigionieri tedeschi in stato di schiavitù. Ciò contravveniva all’Art. 75 della Convenzione di Ginevra, che vietava la schiavizzazione dei prigionieri di guerra e della quale la Gran Bretagna era firmataria.

Arthur Veysey del Chicago Tribune, in data 28.05.46, affermò: quando i prigionieri di guerra tedeschi al loro arrivo nei porti inglesi e tedeschi seppero che avrebbero dovuto lavorare come schiavi a tempo indeterminato, diventarono tutti cupi.

Approfittando degli schiavi tedeschi

Arthur Veysey, inorridito dall’abuso dei diritti umani da parte del governo britannico e dall’illegalità delle politiche schiavistiche praticate in violazione della Convenzione di Ginevra, disse: il governo inglese guadagna oltre 250 milioni di dollari all’anno dai suoi schiavi.

Il Governo, che si autodefinisce il ”proprietario” dei prigionieri, affitta gli uomini a datori di lavoro bisognosi di mano d’opera, addebitando loro da 15 a 20 Dollari a settimana per ogni schiavo e pagando gli schiavi da 10 a 20 centesimi al giorno.

I prigionieri però non vengono mai pagati in moneta ma sotto forma di ” buoni ”

L’unione sovietica segue l’esempio schiavista inglese

Quando gli americani tentarono di prevenire che Stalin prelevasse 5 milioni di tedeschi, molti dei quali civili, inclusi bambini, come lavoratori schiavi, dopo la sconfitta della Germania, i sovietici si fecero avanti. Essi esibirono un proclama firmato dal Gen. Dwight Eisenhower un anno prima il quale dava ai sovietici completa libertà di fare ciò che volevano con i prigionieri tedeschi.

Ciò includeva la deportazione e la messa in schiavitù, saccheggiare e distruggere senza remore.

Essi ricordarono al governo americano che avevano gli stessi diritti di fare ciò che questi stava già facendo. Storie di testimoni oculari raccontano di quando Berlino e Breslau si arresero: la lunga colonna grigio-verde di prigionieri era in marcia verso Est, dove sarebbero poi finiti in tremende e gigantesche costruzioni vicino a Leningrado, Mosca, Minsk, Stalingrado, Kiev, Kharkov e Sebastopoli.

Tutti gli uomini sani dovevano marciare per 22 km al giorno. Quelli fisicamente handicappati erano su carretti trascinati da altre persone.

Questo fu raccontato nel Congressional Recordo il 29.03.46

Morte per fame dei prigionieri di guerra in Francia

Nell’Agosto 1946 la Francia, secondo la Croce Rossa Internazionale, aveva schiavizzato circa 750.000 soldati tedeschi. Di questi 475.000 erano stati catturati dagli americani, i quali ”in una trattativa” li avevano trasferiti ai francesi con lo specifico obiettivo di lavoro forzato.

In modo macabro i francesi restituirono 2.474 prigionieri di guerra tedeschi lamentandosi che erano troppo gracili (Fonte: John Thompson, Chicago Tribune Press Service, Ginevra, 24.08.46)

Questi dovevano essere proprio messi male, poiché i rimanenti 472.526 erano già stati descritti dai corrispondenti della stampa come un esercito di straccioni, pallidi e magri, vestiti di cenci infestati dai vermi.

Nessuno di loro era adatto a lavorare. Tre quarti di essi veniva appositamente sottoalimentato.

Di questo sventurato ”esercito” di schiavi, il 19% fu maltrattato così tanto che ebbe bisogno del ricovero in ospedale (Fonte: Gruesome Harvest, R.F. Keeling, Institute of American Economics, Chicago 1947).

Nel famigerato campo del distretto della Sarthe, 20.000 prigionieri ricevevano solo 900 calorie al giorno. Ne morivano 12 al giorno in ospedale. Da 4 a 5.000 non erano più idonei al lavoro.

Arrivarono altri treni con nuovi prigionieri, molti di loro morirono nel viaggio, altri tentarono di sopravvivere mangiando il carbone che trovavano sul treno merci che li aveva trasportati (Fonte: Louis Clair, The Progressive, 14.01.46).

Il 05.12.46 il Governo Americano richiese il rimpatrio (entro il 1° Ottobre 1947) in Germania di 674.000 prigionieri di guerra tedeschi che erano stati ”dati” al Belgio, alla Francia, all’Olanda e al Lussemburgo.

La Francia si dichiarò favorevole in linea di principio ma non per la data prestabilita.

I francesi fecero presente che, il Memorandum del 1° Dicembre 1945 dichiarava chiaramente che i prigionieri tedeschi trasferiti ai francesi dal governo americano erano beni mobili da essere usati a tempo indefinito come lavoro forzato (Fonte: Gruesome Harvest, R.F. Keeling, Institute of American Economics, Chicago 1947)

L’esercito americano stermino’ prigionieri di guerra tedeschi

Le forze armate tedesche hanno sempre rispettato le convenzioni e le leggi di guerra alla lettera.

Parlando per se stesso e per altri comandanti militari alletai, il Maggiore Generale Robert W. Grow, Comandante della Sesta Divisione Corazzata Americana in Europa, ammise che non ci fu un problema di atrocità tedesche.

Ero in servizio durante la Seconda Guerra Mondiale in qualità di comandante di una divisione corazzata durante la campagna europea, dalla Normandia alla Sassonia. La mia divisione perse un discreto numero di ufficiali e soldati, catturati fra il Luglio del 1944 e l’Aprile del 1945. Non ho mai sentito dire dal personale della nostra divisione che avessero ricevuto un trattamento diverso dalle norme che regolano la guerra terrestre. Per quel che riguarda la Sesta Divisione Corazzata, nei suoi 280 giorni di scontri in prima linea, non vi furono problemi di atrocità. Francamente rimasi atterrito, così come molti dei miei colleghi, quando apprendemmo dei processi per ”crimini di guerra” ed il fatto che comandanti militari erano fra gli accusati. So che nessun ufficiale superiore può averli approvati. (Fonte: Doenitz at Nueremberg: a re-appraisal, H.K. Thompson/Henry Strutz, Amber Publishing Corp., N.Y. 1976)

Nonostante l’osservanza tedesca delle Convenzioni, la reazione delle forze americane fu spesso sommaria e brutale tanto quanto quella praticata dai loro alleati sovietici. Solo nel caso di cattura di gruppi numerosi di prigionieri, questi venivano fatti schiavi.

Se catturati in piccoli gruppi, la politica dell’esercito americano era quella di ucciderli sul posto.

E’ incorso uno studio specifico mirante alla stesura di prove di tali atrocità, per il cui contributo, l’autore, Michael Walsh, ringrazia.

Un altro caso fu quello dello sterminio a sangue freddo di circa 700 soldati della Ottava Divisione Alpina di SS. Questi soldati che si erano battuti con onore e distinzione, avevano, in un primo tempo, catturato un ospedale da campo americano.

Sebbene i soldati tedeschi si erano comportati correttamente, essi furono, dopo essere stati successivamente catturati a loro volta dall’esercito americano, separati e fucilati in gruppi da plotoni di militari americani.

L’Esercito americano trasforma la lranquilla Dachau in un mattatoio

Un simile destino toccò ai fanti della Brigata SS ”Westfalia” che vennero catturati dalla Terza Divisione Corazzata americana. La maggior parte dei prigionieri tedeschi venne uccisa con un colpo alla nuca.

Gli americani esultanti dissero alla gente del posto di lasciare i loro corpi nelle strade come monito e minacciavano altre vendette. I corpi restarono nelle strade per cinque giorni prima che gli occupanti ne permisero la sepoltura.

Dopo la guerra le autorità tedesche tentarono, inutilmente, di perseguire penalmente i responsabili militari americani (Fonte: Daily Mail, London, 1° Maggio 1995).

Ironicamente, alla fine delle ricerche post-belliche, è stato scoperto che le sole atrocità commesse a Dachau furono quelle dei vittoriosi alleati.

Altrettanto ironico è il fatto che Dachau fu un campo di concentramento alleato per un periodo (11 anni) più lungo di quando era gestito dai tedeschi. Laggiù trecento sentinelle delle SS furono rapidamente neutralizzate su ordine del Gen. Dwight Eisenhower.

Il termine ”neutralizzate” è un termine politicamente (o vigliaccamente) corretto per dire che i prigionieri di guerra furono sterminati in gruppo a colpi di mitra.

Racconti di omicidi di massa di prigionieri di guerra tedeschi a Dachau sono stati descritti in almeno due libri: ” The Day of The Americans ” di Nerin Gun, Fleet Publishing Company di New York e ” Deliverance Day-The Lost Hours at Dachau ” di Michael Selzer, Lippincot, Philadelphia.

Questi libri spiegano come i prigionieri tedeschi venivano radunati in gruppi, messi contro il muro e sistematicamente fucilati da soldati americani, alcuni di essi ancora con le mani alzate in segno di resa.

Gli americani calpestavano disinvoltamente i corpi a terra ancora palpitanti, eliminando i feriti.

Mentre ciò accadeva, fotografi americani prendevano delle foto dei massacri. A Dachau, che si trovava nella zona di controllo americano in Germania, truppe d’intervento americane e polacche tentarono di far salire sul treno con la forza un gruppo di prigionieri russi dell’Armata di Vlasov che si rifiutavano di essere rimpatriati in Unione Sovietica.

Suicidi massa

Tutti questi uomini si rifiutavano di salire sul treno, scrisse Robert Murphy nel suo rapporto circa l’incidente. Implorarono di essere fucilati. Resistettero al tentativo di essere messi nei vagoni, togliendosi gli abiti di dosso e rifiutandosi di lasciare le loro baracche. I gas lacrimogeni li obbligarono a uscire dagli edifici nella neve dove, diversi caddero in un lago di sangue dopo essersi tagliati le vene o essersi accoltellati.

Nove si impiccarono, due si accoltellarono a morte e uno morì subito dopo, mentre altri 20 erano in ospedale a causa delle ferite auto-inflittesi.

Sul treno furono fatti salire, alla fine, 368 uomini (Fonte: Dougla Botting, ” In The Ruins of the Reich ”, Gorge Allen & Unwin, London).

L’ultima operazione di questo genere in germania avvenne a Plattling, vicino a Regensburg, dove 15 uomini dell’Armata russa di Vlasov erano stati internati dagli americani. Nelle prime ore del 24.02.46 essi furono spinti fuori dalle loro baracche ancora semi-svestiti e furono consegnati ai russi nella foresta vicino al confine fra Baviera e Cecoslovacchia.

Prima che il treno partisse per il viaggio di ritorno, le guardie americane rimasero inorridite nel vedere i corpi degli uomini dell’Armata di Vlasov che erano già stati impiccati agli alberi e quando fecero ritorno a Plattling perfino le SS prigioniere nel vicino campo li schernivano per ciò che avevano fatto (Fonte: Dougla Botting, ” In The Ruins of The Reich ”, Gorge Allen & Unwin, London).

Secondo il quotidiano canadese Toronto Daily Star del 09.03.68 membri di un gruppo armato israeliano illegale, al quale fu data mano libera di sterminare i tedeschi, ammisero che oltre 1.000 ufficiali nazisti delle SS morirono in seguito ad ingestione di pane impregnato di arsenico, introdotto il 13.04.46 in un campo americano di prigionieri di guerra vicino a Norimberga.

Dopo la vittoria americana (la battaglia del ponte di Remagen sul Reno) i tedeschi in Renania si arresero in massa. Tra l’Aprile ed il Luglio 1945, 260.000 prigionieri di guerra furono tenuti prigionieri dagli americani in campi melmosi fra Remagen e Sinzig. Erano tenuti all’aperto e la loro razione giornaliera era una patata, un biscotto, un cucchiaio di verdura e un po’ d’acqua.

In seguito a varie malattie, almeno 1.200 morirono, secondo gli archivi tedeschi (Fonte: Roger Boyes, The Times, 07.03.95).

La chiesa cattolica condanna lo schiavismo americano

Negli USA, dove furono spediti 140,000 prigionieri di guerra, la Conferenza dei Vescovi Cattolici denunciarono come masse di civili e prigionieri di guerra furono deportate e ridotte in condizioni degradanti non degne di un essere umano. Centinaia di migliaia, se non milioni, vengono messi ai lavori forzati come schiavi, nonostante l’unica cosa che si possa loro rimproverare è quella di essere stati soldati. Molti di questi poveri diavoli sono senza notizie da casa e non è stato loro permesso di inviare un benché minimo messaggio ai loro cari.

Schiavi tedeschi trattenuti nei paesi alleati

Stati Uniti 140.000Francia 680.000Belgio 48.000Gran Bretagna 460.000Unione Sovietica 4.000.000 (ma se ne stimano almeno 5 milioni)Italia 30.000Olanda 1.300Yugoslavia 80.000Cecoslovacchia 45.000Lussemburgo 4.000

Un brutto precedente

La Croce Rossa Internazionale, indignata, opinava: gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna, ad un anno dalla fine degli eventi bellici, stano violando gli accordi della Croce Rossa Internazionale, da questi firmati nel 1929. Sebbene migliaia di ex soldati tedeschi vengano utilizzati in lavori pericolosi come sminare campi e coste, abbattere edifici semi-distrutti, la Convenzione di Ginevra proibisce espressamente di usare prigionieri ” in qualsiasi tipo di lavoro rischioso o nel trasporto di materiali bellici ”.

Henry Wales, a Ginevra, il 13.04.46 aggiunse: il baratto dei soldati nemici catturati dai vincitori, riporta il mondo indietro nei tempi bui in cui i baroni feudali depredavano i territori dei ducati vicini e ricostituire le loro mandrie di bestiame umano.

E’ un sistema iniquo ed un pessimo precedente perché si apre ad ogni tipo di abuso con la difficoltà di stabilirne le responsabilità. E’ palesemente ingiusto venderli per ragioni politiche come lo furono i neri africani un secolo fa.

Il trattamento tedesco dei prigionieri di guerra fu di gran lunga piu’ umano

Al contrario, le forze armate tedesche si comportarono impeccabilmente verso i loro prigionieri di guerra.

La cosa più sbalorditiva circa le atrocità di questa guerra è che ce ne sono state molto poche. Mi sono imbattuto in pochissime denunce secondo le quali i tedeschi non avevano trattato i prigionieri secondo le regole o rispettato quelle della Croce Rossa.

Ciò fu riportato dal giornale THE PROGRESSIVE il 04.02.45

Allan Wood, corrispondente del London Express concordò:

I tedeschi, anche nei loro peggiori momenti, rispettarono le convenzioni nei loro molteplici aspetti. Vero è che ci furono atrocità sulle linee dei fronti, luoghi caldi, dove gli animi si surriscaldano, ma erano incidenti e non pratiche comuni, così come la malgestione dei campi di prigionia era cosa inusuale.

Ciò fu confermato anche dal Tenente Newton L. Marguiles.

Il Giudice Assistente americano, Avv.to Jefferson Barracks, il 27.04.45 disse: è vero che il Reich pretese lavori forzati dai lavoratori stranieri, ma è altrettanto vero che venivano tutti retribuiti e ben rifocillati.

Penso che alcune persone si siano trovate meglio in questa situazione di quanto lo fossero state nella loro vita, aggiunse il Dr. James K. Pollack del Governo Militare Alleato.

Cosa fecero
i tedeschi per ottenere una produzione efficiente dal lavoro forzato che noi non riuscimmo ad ottenere dai tedeschi che lavoravano giù nelle miniere? Semplice! Li nutrivano, e li nutrivano bene! Disse Max H. Forester, Capo della Divisione Mineraria e Carbonifera della AMG nel Luglio 1946

Arrivera’ la nemesi ?

Chiesto quali erano le possibilità di portare davanti alla giustizia coloro che commisero tali crimini, Michael Walsh disse che la sola cosa che divideva i responsabili sadici alleati e la corda saponata era la volontà di processarli. Il precedente sulla giustizia retroattiva è già un dato di fatto. Il suo fallimento è che la giustizia sui crimini di guerra è selettiva e quindi applicabile solo ai vinti, sotto l’egida di discutibili procedure legali internazionalmente criticate.

Ciò di cui c’è bisogno è di risvegliare la pubblica coscienza, dando spazio anche a coloro la cui parola tende ad essere censurata.

Michael Walsh ha inoltre aggiunto che gli interessi della giustizia devono venire prima dell’orgoglio nazionale, prima dell’espediente politico e prima della colpa militare.

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boicotta israele

 

 

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sempre lavori nel mio quartiere

 

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pisa san giusto

 

 

ma veramente è caduto da solo oppure ?

e poi era italiano o ?

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ANTIKOMUNISMO MILITANTE

 

MAI PIÙ COMUNISMI

Uscire dal comunismo è come guarire da una nevrosi. (Ignazio Silone – cofondandatore nel 1921 del PCI, membro del Cominform sovietico – ‘Uscita di Sicurezza ‘)
Fame, morte, schiavitù, crimini, terrore,repressione:
‘il fallimento di un’utopia in un secolo di storia nel mondo’
http://www.sandrodiremigio.com/blog/comunismo_urss_cina_cambogia_vietnam.htm

 

Karl Marx - Il comunismo Nel 1848 Marx ed Engels, pubblicando il ‘manifesto comunista’ avevano introdotto una svolta ideologica. Per loro la pace non rappresentava più un valore in sé, ma era subordinata ad un concetto di progresso che ammetteva e anzi sanzionava la violenza come strumento: la dittatura del proletariato. Prima di loro avevano sostenuto più o meno confusamente questa dottrina dai tratti totalitari e antireligiosi, Babeuf (la terra non è di nessuno, i frutti sono di tutti) e rappresentanti del so******mo utopistico, anarchici quali Owen, Fourier, Louis Blanc, Proudhon, Bakunin, Cabet…
Il nemico di classe si affronta in qualsiasi modo, ancor meglio con la violenza, che così facendo viene definita rivoluzionaria, che deve mirare alla soppressione delle stesse classi sociali, ad un organizzazione economica e sociale fondata sulla proprietà collettiva dei beni e servizi di produzione, alla negazione della differenza tra lavoro manuale e quello intellettuale, ad annullare la differenza sostanziale tra città e campagna, alla negazione dello Stato stesso, una volta avvenuto il passaggio dal so******mo a comunismo. Uomo impalato dai comunisti La vita quotidiana viene militarizzata in ogni suo momento e in ogni sua forma. Manifesto che sosteneva l’utopia, con tanto di premessa e pretesa dalle errate prognosi scientifiche, della società capitalista e delle sue contraddizioni. Il pensiero che un individuo potesse vivere secondo le sue capacità e i suoi bisogni, dove al posto dello Stato subentrasse un associazione nella quale il libero sviluppo di ciascuno fosse la condizione del libero sviluppo di tutti. Ma nessuna rivoluzione comunista ha mai esaudito, neanche in misura approssimativa, quel primordiale sogno dell’uomo di realizzare un paradiso terrestre, alleggerito dai pesi del Mondo. Quel che è rimasto, è un dogma che ha preteso di assumere la funzione della morale e della religione, mentre il partito unico e ‘padrone’ che deve rappresentare tutto e tutti, si arroga l’autorità di una Chiesa, i cui capi hanno sempre posseduto l’unica chiave che apre le porte al progresso umano, l’unica verità politica ed economica, spirituale e morale.
La forte ideologizzazione porta alla religione politica, voluta dalle èlite, per una completa adesione e totale dedizione, sotto forma di credo come nel culto delle religioni. Si insegna a scuola e nei posti di lavoro, si rende omaggio al mausoleo di Lenin nella Piazza Rossa a Mosca, ad ogni famiglia russa ormai completamente sovietizzata vengono distribuite statuette di Stalin da adorare. Così anni più tardi nella fase di inasprimento terroristico, per il culto della personalità di Mao negli anni della ‘rivoluzione culturale’ e della ‘rivoluzione permanente’ in Cina. Comunismo in Cina Tornando alla grande madre Russia, ben 5 i milioni di morti per la carestia che coincise con il primo anno della Nep (nuova politica economica, più gradualista e moderata…) voluta da Lenin. Ma alla sua morte, la nep fu oltraggiata dai piani dell”uomo d’acciaio’ Stalin, salito prepotentemente alla guida dei bolscevichi, che con la pianificazione e la collettivizzazione delle terre, attraverso i piani quinquennali portasse l’Urss a divenire rapidamente una potenza industriale pesante, soprattutto per l’armamento. Poco importa delle rinunce sul piano dei consumi di massa. Violente misure di repressione e di terrore, compreso il sistematico ricorso alla pratica delle deportazioni e relativa confisca delle terre, permisero la formazione di 230 mila aziende collettive al posto dei 26 milioni di piccole aziende individuali precedenti. Il fautore del so******mo in un solo Paese, ovviamente il suo, riuscì ad espellere ed emarginare il suo rivale interno Trotzkij, già a capo dell’Armata Rossa, che in quanto ad applicare ogni forma di violenza aveva davvero poco da imparare.
Vittime del comunismo in Cambogia Trotzkij infatti, amava sostenere che ‘ la rivoluzione richiede alla classe rivoluzionaria che essa raggiunga il proprio fine con tutti i mezzi a disposizione e, se necessario, con una insurrezione armata; se occorre con il terrorismo.’ Iniziò così la sistematica eliminazione di ogni forza alternativa alla sua: liquidò fisicamente, in tutta fretta i ‘nemici del popolo’, che fino a pochi giorni prima avevano rappresentato la vecchia guardia della rivoluzione di ottobre del 1917. Le mitiche purghe staliniane, coordinate dal boia Berija, che alla morte del generalissimo georgiano, sarà premiato con il ministero degli Interni. Terrore, processi farsa, nessuna prova ma umilianti confessioni estorte con la tortura in sentenze prefabbricate.
Il carnefice Mao Tse TungAnziani rivoluzionari, dirigenti della prima ora, scomodi testimoni, quadri dell’industria di stato, ufficiali dell’Armata Rossa, milioni di semplici cittadini con le loro famiglie, in prevalenza contadine, e anche vittime di religione ebraica, molto invisi al dittatore, così come i molti sacerdoti, spediti nei gulag non perché colpevoli, ma perché divenuti superflui. Non c’era posto per le loro chiese, per questo bruciate, il loro Dio abolito e cancellato dalla rivoluzione che avrebbe visto un nuovo regno, mai esistito fino a prima, quello dell’uomo libero.
Come durante la guerra civile spagnola con l’uccisione di oltre 7000 religiosi, tra cui anche suore e vescovi da parte degli anarco-comunisti, con innumerevoli distruzioni di edifici religiosi, nel risoluto ma vano tentativo di estirpare la religione cattolica dal suolo spagnolo.
Naturalmente l’Urss e i paesi dell’Est diedero l’esempio nella sanguinosa lotta al clero. Chiusero tutte le chiese, misero in prigione preti, suore e perfino chierichetti condannati a morte e fucilati, o al meglio finiti ai lavori forzati nei campi d’internamento dei gulag, e nelle miniere d’uranio, indifesi dalle mille radiazioni, solo perché si possedesse una Bibbia, per 8-10- 12 anni.
Dittatore carnefice Stalin Percosse, timpani rotti dai pugni e dagli stivali con punte di ferro degli ufficiali, 30 e più persone chiuse in baracche di pochissimi metri, dove anche nel gelido inverno era vietato chiudere la finestra, e possibile andare al bagno, solo la mattina o la sera, 20 minuti per tutti i prigionieri insieme. Poi molto spesso stanze degli interrogatori e delle torture, tra muri foderati per assorbire le urla, persone chiuse in delle tute, e poi colpite fino al collasso. Povere vittime fucilate alle spalle dal boia, dopo essere fatte entrare con l’inganno di entrare in una stanza dove chiedere la grazia. Altre invece credute morte, si salvarono svegliandosi al cimitero o in fosse comuni cercando di rimanere nascoste fino alla caduta di Stalin.
Dittatore carnefice Stalin Anche l’italiano Gramsci era per ‘una completa laicizzazione di tutta la vita e di tutti i rapporti di costume
, ossia in una radicale scristianizzazione della società.’ Aggiungeva inoltre una profezia che si rivelò reale: ‘ I popolari stanno ai so******ti come Kerensky a Lenin’. ‘Assai pochi hanno potuto penetrare la vera natura del comunismo’ affermò PioXI in una famosa Enciclica del 1937.
Regno fu, ma assoluto, di marca comunista, materialista, fatto di carri armati e missili, strutture burocratiche di ferro,un paese congelato, governato dalla mummia di Lenin, fatto di emigrazioni interne forzate, e di paura della contaminazione atomica. (che solo in parte avvenne alcuni anni fa a Chernobyl).
Aleksandr Solgenitzin liberato negli anni 50, ci parlerà dell’inferno dei gulag, un immenso sistema di sfruttamento del lavoro di milioni di persone, una vera orgia di schiavismo. ‘Il potere nasce dalla canna del fucile’ sarà il motto che guiderà la Cina per circa 50 anni, di Mao Tse tung, uno dei fondatori del partito Comunista Cinese nato nel ’21, ispirato a Marx, che prima si unirà al Partito dei Lavoratori (Kuomintang) di Sun Yat-sen e del più moderato nazionalista Chang Kai-shek, per poi combatterlo prima e dopo la fine del conflitto con il Giappone. budapest Mao, da bravo alunno di Lenin, punta sui contadini della sua provincia, Hu nan, per poi trasferirsi verso nord (Shanxi), dove quello che sarà il ‘grande timoniere’ della Repubblica Cinese dei ‘commissari del popolo’ darà il via alla lunga marcia, rafforzando il legame comunista-contadino minacciato dai nazionalisti. Già molte le brutalità compiute verso il lungo tragitto, con molti profughi cacciati dalle loro terre, scampati a pesanti interrogatori e torture, e ad esecuzioni sommarie. Fortissima la propaganda, nonostante la pressione fiscale del 35% sui contadini, la coltura e l’esportazione dell’oppio, l’indottrinamento politico fin da bambini con tanto di fucile, autocritica ed educazione forzata per i dissidenti, metodi oppressivi ancora all’oscuro di un certo occidente che guardava Mao con vivo interesse, anche per la su linea diversa da quella staliniana, ma non per questo più morbida… Sarà il dominio del Giappone a creare le basi che costringeranno a un Fronte Unito (e provvisorio), suggerito anche dagli Stati Uniti tra Mao e Chang, visto che dal ’37 fino al 39 occupavano gran parte delle città e delle coste cinesi.
Ma sarà Pearl Habor e ciò che ne conseguirà a togliere il disturbo dell’invasore, e a far riprendere i contrasti interni con fucilazioni di massa, fino alla presa di Pechino, che darà inizio ad un regime dove l’assassinio firmato con la stella rossa, diventa metodo di governo, di un popolo che contava allora 600.000 unità, e che ospiterà da allora parate militari come massima espressione di forza per la repressione del dissenso e per la conquista del potere mondiale.
La Repubblica Popolare Cinese, nascerà nell’ottobre del ’49, e non sarà riconosciuta dagli Stati Uniti. Saranno invece 2 milioni circa le persone uccise, tra cui molti reazionari, oppositori politici considerati nemici del governo popolare in soli tre anni. Un sistema di controllo con 550.000 indiziati, 3.800.000 attivisti, 75.000 informatori, 1.200.000 uomini assoldati come polizia politica. Vietnam comunismo Inizierà il genocidio del popolo spirituale del Tibet, con 1.200.000 morti (un tibetano su quattro). Molti saranno internati nei campi di concentramento cinesi (laogai), impiccati, torturati, mutilati, addirittura seppelliti vivi, in acqua bollente, decapitati o crocefissi, e magari lasciati sbranare dai cani randagi. I Buddha saranno rotti e sostituiti con grandi ritratti di Mao. Il Dalai Lama costretto all’esilio. I comunisti si spingeranno fino in Indocina verso Saigon, creando una delle prerogative ad un altro drammatico conflitto, quello del Vietnam. Invece dei 5.500 missionari cattolici, ne rimarranno soltanto una decina, non di più. Il ‘grande balzo in avanti’ con le sue acciaierie da cortile, lo sarà per ciò che riguarda il disprezzo dei diritti umani e civili, per le continue espropriazioni, purghe, e la riforma agraria impostata sull’odio di classe. Tra anni di sacrifici per mille di felicità, dicevano i seguaci di Mao, interrando chi si ribellava ad uno stato di assoluta miseria.
Tra il ’59 e il ’61 si contano più di 30 milioni di ulteriori vittime, così come dopo la nuotata del 1965, e la rivoluzione culturale di gruppi di giovani Guardie Rosse che non risparmiavano nessuno se non le forze armate e gli scienziati dediti a esperimenti nucleari per nuove armi belliche. Molti i perseguitati tra gli imprenditori e gli intellettuali. Praga comunismo Muore molto vecchio, nel 1976, ma lascerà quel segno (vedi la vedova con la Banda dei Quattro) che vedrà nuove drammatiche persecuzioni in Tibet (1987) e a Piazza Tienanmen verso giovani studenti che rivendicavano regole democratiche massacrati dalla polizia cinese (1989). Questo fu il dramma a Oriente. L’intera cintura di stati: – Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Germania Est, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Jugoslavia (poi con Tito autonoma), Albania – fu trasformata in pochi anni, dal ‘45 al ‘48, con golpe, assassini politici di statisti, elezioni burla, insurrezioni armate dei traditori sempre pronti rappresentati dai Partiti Comunisti locali, in un immenso ghetto comunista, a sostanziale dominio russo-sovietico. La metà di un intero continente, con centinaia di milioni di uomini, con intere disgraziate nazioni, divenne così – contro ogni diritto e libertà dei popoli – satellite dell’Urss. Nacque il Comecon (1949) o mercato comune orientale. Nacque il Patto di Varsavia, omologo della Nato (1955). Donna uccisa
Nacque l’impero comunista, la guerra fredda, l’escalation degli armamenti, l’equilibrio del terrore, i deliranti piani marx-leninisti di sovversione e conquista del mondo, la trasformazione dell’intera area comunista in un gigantesco campo militare proteso al dominio planetario. Inenarrabili o quasi sono gli episodi della vergogna comunista. La divisione della Germania: a est lo stato fantoccio creato sulla zona di occupazione sovietica – o più esattamente su quanto non venne direttamente inglobato da Urss e Polonia – mentre a ovest (formata dalle ex zone di occupazione americana, francese e britannica) vigeva la libertà. Uno stato burla per il significato della sua esistenza, ma drammaticamente reale per la sua polizia segreta – immancabile nei paesi comunisti: la famigerata Stasi. Di cui verranno ritrovati dopo il 1989 chilometri di scaffali di archivi e milioni di schedature, per i suoi Vopos, per la frontiera costituita da centinaia di chilometri di rete elettrificata, sorvegliata da torrette con armi automaticamente attivate da cellule fotoelettriche in caso di passaggio (cioè di fuga verso l’occidente, per i suoi 16 milioni di mine – tante quante il numero dei tedeschi dell’est – poste sul confine. Per il suo Muro di Berlino, simbolo della prigionia schiavista del comunismo, costruito da Ulbricht e Honecher a partire dal 12 agosto del 1961 e costato la vita di 588 martiri, uccisi nel tentativo di fuga dal ‘paradiso dell’est’ durante i 28 anni della sue infame vita. Praga L’invasione dell’Ungheria del 1956, quando un intero popolo nauseato dalla protervia e dalla sanguinosa stoltezza sovietica, vide schiacciato il suo sogno di libertà sotto i cingoli dei carri armati russi: i capi della rivolta, Nagy, Maleter e tanti altri, spesso arresisi dopo formale promessa di avere salva di vita, vennero impiccati o sparirono nel nulla. Con la figura del grande cardinale Wyszynski e quella spregevole di Janos Kadar, carceriere del suo s
tesso popolo. La repressione nell’agosto 1968 della cosiddetta ‘ primavera di Praga’, quando ancora una volta la divisioni corazzate russe sgominarono anche un pallido tentativo di ‘so******mo dal volto umano’, esautorando Dubcek e con Breznev che lancia la teoria della ‘sovranità limitata’, con il sacrificio del giovane Jan Palac, che si immolò con il fuoco per protestare contro l’invasione. Il regime del rumeno Ceaucescu, altro bell’esempio di comunista delinquenziale, che con la despota moglie Elena tiranneggiò una popolazione di infelici ridotti- in era di pieno benessere per l’Europa – alla fame, con i folli piani di deportazioni di 7.000 villaggi in città falansterio costruite appositamente per spezzare la coscienza tradizionale e dominare meglio anche l’anima, oltre che i corpi.
Con le abominevoli vicende dei bambini infettati con l’Aids a scopo di studio per ordine del governo comunista, con i giganteschi palazzi del potere in mezzo alle catapecchie della povera gente, con le prove calligrafiche della scrittura di tutti i 23 milioni di abitanti per meglio controllare chi scrivesse le lettere anonime, con le macchine da scrivere proibite, con ogni telefono diventato una centrale di ascolto all’interno delle famiglie, con la folle polizia politica, la Securitate, con le torture ai dissidenti… Piazza tienanmen La vicenda di un povero paese disgraziato come l’Albania, in mano ad un pazzo satrapo comunista come Enver Hoxa, costruttore di centinaia di migliaia di bunker contro l’invasione dal mare, sterminatore di centinaia di migliaia di oppositori, creatore di un funerario comunismo albanese in salsa cinese, che ha lasciato un popolo moralmente distrutto, di cui è stata strappata con la forza la religione, cancellato il passato e precluso il futuro. Sistematiche le purghe assassine di Enver Hoxa: 1948, fucilato Ministro dell’interno e segretario del P.C., 1954 assassinato il generale Dali Ndrev, insieme alla moglie incinta al nono mese, 1955 giustiziati 2 ministri, 1957 arrestato e fatto sparire il ministro Zia Dibra, 1959 tocca al primo ministro Tuk Jakova, torturato a morte, . .nel 1975 gli ideologi Lubonija e Paqarami… nel 1983 altri Ministri… La repressione di Jaruzelski in Polonia, quando un colpo di stato dei militari filosovietici polacchi nel 1980 realizzerà un’ennesima sopraffazione alla incontenibili istanze di libertà della gente, mettendo al bando l’organizzazione sindacale ‘Solidarnosc’. Nel 1949 Mao Tse Tung, a lungo sostenuto dai sovietici, dopo aver rivoltato la tradizionale teoria leninista (conquistare il potere dalle città per estenderlo alle campagne) si rivolse ai contadini cinesi e vinse, dopo aver – da buon comunista – ignorato il risultato delle urne che aveva decretato il successo per i partiti liberaldemocratici e nazionalisti. E realizzando l’obiettivo di oltre 100 milioni di morti. Dopo di lui, Tien Anmen.
Le autorità della Cina dove ogni anno si eseguono circa cinquemila condanne a morte – hanno deciso di adottare il moderno e occidentale metodo dell’esecuzione mediante iniezione legale. Attualmente, i condannati vengono giustiziati con una revolverata alla nuca che, oltre ad essere tecnicamente obsoleta, puzza anche di terzo mondo e di comunismo. Il vantaggio della pallottola alla nuca consiste tuttavia nel fatto che, dopo l’esecuzione, è possibile chiederne coattivamente il rimborso ai familiari dell’ammazzato: il che, a un paio di dollari a pallottola moltiplicato per cinquemila, fa una sommetta non disprezzabile per coprire almeno parte delle spese. Adesso i dirigenti cinesi si chiedono che cosa farsi rimborsare dai parenti.. La guerra di Corea, quando nello stesso anno della proclamazione della Repubblica cinese, truppe nordcoreane e cinesi comuniste, invasero – dotate di armamento russo – la Corea del Sud. Con una crisi che imperversò fino al 1953 e causò 3 milioni di morti. Il Vietnam, con una lunghissima guerriglia sostenuta dai vietcong di Ho Chi Minh, altro comunista dell’Hotel Lux di Mosca, e di Giap contro il sud ‘corrotto’ e dominato dai ‘nemici del popolo’. Quando cadde Saigon per anni e anni centinaia di migliaia di vietnamiti scapparono con le loro famiglie per mare (i ‘boat people’). Solo allora gli utili idioti che in Italia per anni e anni avevano sostenuto la ‘lotta del popolo vietnamita contro gli americani’ tacquero di vergogna. Gulag Russi La Cambogia di Pol Pot, quando questo sanguinario e folle comunista arrivò negli anni sessanta al potere, deportando immediatamente l’intera popolazione urbana in campagna e nelle risaie, con marce forzate ed esecuzioni, con torture e purghe, facendo morire due milioni di disgraziati su una popolazione di sette. In uno scenario di delirio – uno dei tanti del comunismo – i kmher rossi abbattevano i piani superiori delle case più alte, perché fossero tutte eguali; uccidevano immediatamente coloro che fossero stati a contatto con gli occidentali; coloro che erano dotati di occhiali o titoli di studio perché certamente ‘corrotti’, spesso venivano gettati vivi nelle fornaci e le ossa carbonizzate servivano a concimare le campagne. Il loro sogno era il comunismo ‘integrale e istantaneo’: Nessuna entità familiare, solo l’Angka, il partito.
I mercenari cubani in Angola, Mozambico, in mezza Africa, quando Castro, esaurite con le sue allucinazioni economiche a base di patè di marxismo i fondi dello stato, non trovò altro mezzo che vendere il sangue dei suoi sudditi a Mosca per destabilizzare il continente africano e sostenere i regimi ‘amici’ contro la popolazione. Oggi si serve invece del ‘Turismo sessuale’, spesso pedofilo, per importare valuta estera. Cossutta PCI Il dittatore etiopico Menghistu, feroce deportatore delle etnie nemiche dalle proprie terre tradizionali a territori desertici lontani da centri nevralgici. Folli progetti che causarono morti e fame, finanziati con i fondi della cooperazione internazionale italiana. Anche qui prima o poi qualcuno ci dovrà spiegare il razzismo del PCI, della DC e del PSI italiani che rubarono con la cooperazione sulla pelle di tanti africani, sostenendo al tempo stesso i loro feroci persecutori governativi riempendoli di armi e finanziamenti. L’invasione – Natale del 1979 – dell’Afghanistan, un’altra bella operazione comunista, con l’invio di centinaia di migliaia di soldati sovietici, con i famigerati Spesnaz (reparti speciali), con l’abbattimento indiscriminato dei villaggi e delle città di un intero popolo che non voleva saperne dei gregari comunisti locali, dei Babrak Karmal e dei Najibullah, con le uccisioni di massa mediante i bombardamenti aerei, con le bombe a forma di farfalle perché fossero raccolte dai bambini afgani e – senza ucciderli – li mutilassero, perché fossero di maggior peso alle famiglie e ne prostrassero la volontà di resistenza. Alla fine si conteranno i milioni di afgani morti e 4 milioni di profughi, ma Mosca, per la prima volta, fu fermata. Il finanziamento e l’addestramento dei movimenti terroristici ultracomunisti in mezzo mondo: delle BR italiane alla RAF Tedesca, dell’Esercito Rosso giapponese ai Montoneros argentini. Fino al 13 maggio 1981, quando in un’apoteosi di delirio vi fu l’attentato al Papa, con un lungo filo rosso che da Ali Agcà porta ai servizi segreti bulgari e – dietro questi – direttamente a Mosca. Bene chiarire subito, senza nessun dubbio che anche in Italia c’è chi appoggiò tutto questo. Figlio di Mattei totalmente ustionato prima di morire È il 1921 quando a Livorno, scissionisti so******ti del partito operaio optano per la costituzione del partito comunista sezione italiana della terza Internazionale con tanto di falce e martello. Il terzo articolo del programma s
tatutario recita: ‘Il proletariato non può infrangere né modificare il sistema dei rapporti capitalistici di produzione da cui deriva il suo sfruttamento, senza l’abbattimento violento del potere borghese.’ Il 13 luglio 1949 un decreto del Santo Uffizio dispose la scomunica nei confronti di tutti gli appartenenti al partito comunista italiano o a organizzazioni collaterali, con la condanna inesorabilmente all’inferno, cioè a non poter essere parte del progetto di salvezza di Cristo. ‘Stare con Cristo o contro Cristo’ affermava Pio XII. In fondo l’Unità il giorno successivo alla morte di Stalin, il 5 marzo 1953 così scriveva: ‘Gloria eterna all’uomo che più di tutti ha fatto per la liberazione e per il progresso dell’umanità.’ Una delegazione di comunisti italiani guidata da Togliatti va a Mosca per assistere ai funerali. Il Psi invia Nenni e Lombardi. Lo stesso Togliatti che con il nome di Ercoli iniziò i lavori del VII congresso dell’Internazionale a Mosca nel 1935 rivolgendosi così a Stalin: ‘ Noi ti rivolgiamo, capo armato del proletariato mondiale e di tutti gli oppressi, i nostri saluti ardenti… Giuriamo che sotto la bandiera di Marx, Engels, Lenin e Stalin condurremo la lotta fino al rovesciamento del capitalismo’ approvando il culto della persona, del pensiero e della direzione politica del dittatore e attuandolo durante la guerra civile spagnola, i massacri degli anarchici, la distruzione del partito comunista polacco, i crimini di Stalin, il periodo delle Foibe sotto il regime di Tito (non meno di 20.000 gli italiani assassinati), la repressione di Berlino,di Budapest e di Praga. Falce e martello - Simbolo del comunismo Così come uno degli ultimi discorsi dello stesso Togliatti nel campo dei pionieri di Artek, dopo una delle tante doverose soste a Mosca. ‘Le nostre lingue sono diverse, ma identici sono i nostri cuori. Voi e noi ci battiamo per gli stessi fini. Lottiamo per la pace, per la felicità dei popoli, per il progresso, per il so******mo.’
D’altronde da Luigi Longo, Giorgio Amendola a Enrico Berlinguer e Armando Cossutta aderendo al Patto di Varsavia durante la Guerra Fredda, dimostrarono di essere dei bravi ‘compagni’ controllati non al servizio del loro stato, l’Italia, ma del Kgb e dalla Gladio rossa (come dimostrato con il recente dossier Mitrokhin) spiando e ricevendo mensili e perfino pensioni in rubli in cambio di rapporti dettagliati, carte segrete, appoggio politico ed eventualmente militare in caso di occupazione da parte dei comunisti sovietici. Questo fino a pochissimi anni fa. Il muro di Berlino Oggi naturalmente il comunismo italiano è divenuto ovviamente più umano e meno cinico, anche se conserva quella cultura laica e marxista che si fonda su una concezione egoistica dell’esistenza umana, e che afferma, in nome di un equivoco concetto di libertà ripetutamente condannato anche dalla Chiesa, per esempio la liceità dell’aborto , la più disparata laicizzazione della scuola prodotta dall’ateismo di Stato, la liberalizzazione della droga e di una cultura malefica, che combatte organismi sociali dell’umanità come la famiglia, la nascita dei figli, la loro educazione civile e morale, poiché proprio da quel relativismo morale si arriva alla cultura dell’aborto, dell’eutanasia, all’omologazione del pensiero, all’uomo considerato unicamente una macchina, ad ogni forma di sedicente progresso che schiaccia e mortifica la forza e le capacità spirituali della comunità, attirando una certa visione malinconica e pessimista, di chi vede un mondo ancora diviso a compartimenti stagni, che ancora predica la lotta e l’odio e di classe. La prassi dei campi di concentramento, l’irreggimentazione e la persecuzione politica in gigantesche aree geografiche sottoposte alla dittatura comunista, al totalitarismo rosso, con i milioni di vittime di cui veniamo a conoscenza solo oggi dopo l’apertura parziale degli archivi sovietici, non lascia scampo a nessuna, eventuale, quantomeno discutibile interpretazione umana e politica della stella rossa e della falce e martello. Basterebbero chiederlo quindi ai cittadini di Russia e di tutte le sue grandi regioni, anzi Stati come Estonia, Lettonia,Lituania, Ucraina, Siberia etc. sottoposti per decenni a tale regime. Chiederlo inoltre a quelli della Cina, Polonia, Siberia, Cecoslovacchia, Germania orientale, Bulgaria, Romania, Finlandia, Ungheria, Jugoslavia, Romania, Albania, Spagna, Istria e Dalmazia, Corea, Vietnam, Cambogia, Nicaragua, Laos, Etiopia, Afghanistan, America Latina, Cuba, Grenada, Siria, Mongolia, Argentina, Laos, e tutti coloro che hanno avuto a che fare con movimenti, partiti ed organizzazioni terroristiche comuniste, nazionali ed internazionali, anche se non sempre al potere. Neanche un paese occidentale ha scelto di essere governato dai partiti comunisti, proprio per non fare la fine di molti paesi dell’Europa dell’est, dell’America latina e dell’Africa. Le vittime del nazismo (dai 3 ai 6 milioni) sono abbastanza accertabili vista la mania dell’ordine da parte dei tedeschi di tener aggiornata anche la contabilità dei loro morti. Ma per gli slavi, i mongoli e i loro affini, valeva una massima: ‘ Un morto è un caso umano, ma un milione di morti è un caso statistico.’Parole di Josip Stalin. Quindi se i morti del comunismo mondiale siano risultati 80 100 o 150 milioni di morti non è poi la cosa più importante. Chi ci racconterà del dettaglio queste come le altre vomitevoli vicende del comunismo? Chi squarcerà il velo ancora adesso alzato dalla stampa e dalla cultura di sinistra, per raccontare tali e altre nefandezze? Non basta archiviare, peggio ancora dimenticare, forse inutile chiedere scusa delle proprie colpe, fondamentale è invece capire e far comprendere quanto il comunismo sia stata un’alternativa del tutto fallimentare, e perché mai più accada che il settarismo possa colonizzare le nostre teste. A voi le mostruose conclusioni, pensando che oggi tanti militanti della sinistra, intellettuali organici, benpensanti progressisti, radical-chic, quelli che si definiscono la cosiddetta società civile, fecero proprie, con i loro padri e nonni, tutta o almeno una parte di questa storia, in Italia così come in Europa. Operazione tentata, ma per fortuna non riuscita in maniera totale, grazie a chi con la propria vita, difese la libertà propria e di quella del suo popolo, in ogni parte ed angolo del mondo. Per questo ci chiediamo esterrefatti perché ancora non vi sia una giorno fisso nell’arco di un anno, che ricordi tutto questo al mondo intero? Per ribadire in maniera forte e chiara
‘MAI PIÙ COMUNISMI’!

L’ideologia di sinistra è una macchina atta a respingere i fatti che rischierebbero di costringerla a modificarsi.

Le vittime di Che Guevara sono state quasi 200. (Noticias – Settimanale argentino)

 

 

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Boicotta i prodotti cinesi

 

http://www.forzanuova.org/

 

 

L’ appalto per le mense della Polizia vinto dai cinesi…

L’APPALTO PER LE MENSE DEI POLIZIOTTI VINTO DA UNA SOCIETA’ DI PECHINO Cresce a dismisura lo sdegno di questa Organizzazione Sindacale verso la sorda ed immobile Amministrazione che sempre più spesso ci prende per i fondelli ed in questo caso riesce a prenderci anche per la gola. Abbiamo appena appreso di un appalto definito per la gestione delle mense a livello nazionale e ci prepariamo ad una forte protesta.Con viva preoccupazione apprendiamo che a vincere tale appalto, che ”in perfetto stile Amministrazione” era stato tenuto nascosto ai poliziotti, è stata niente meno che una società di Pechino, con sede legale e commerciale a Shangai, la quale a partire da domani, giorno 1 aprile, provvederà a deliziare i palati dei poliziotti che usufruiranno del servizio di refezione in tante mense della Polizia di Stato, per poi assoggettarle tutte entro qualche mese. La cosa più angosciante è che la società in questione è riuscita ad aggiudicarsi un simile appalto proponendo al Dipartimento un prezzo ridicolo di 0,90 centesimi di euro a persona per pasto consumato, a fronte dei 5 euro circa richiesti dalle altre aziende gareggianti.Va da sé che una domanda sorge spontanea: cosa mangeranno i poliziotti durante la pausa pranzo?
Ebbene, se può essere di conforto, si sappia che i cinesi hanno comunque garantito il rispetto delle tradizioni etico alimentari italiane, che non prevedono il consumo di carni di animali cosiddetti domestici o di roditori quali scoiattoli e ratti: di contro però pongono come unica condizione la gestione esclusiva delle cucine da parte di cuochi con gli occhi a mandorla, e la provenienza degli alimenti unicamente da paesi orientali quali Cina, Sry Lanka, Filippine, Taiwan, Vietnam ed, inspiegabilmente, anche Corea del Nord.
Insomma tutto sembra essere rassicurante, se non fosse che nelle postille del contratto, già perfezionato a livello centrale, si faccia riferimento anche ad una copertura assicurativa in caso di assenze dal lavoro dovute a malesseri per la poca familiarità con le pietanze orientali.
Orbene non è costume di questa O.S. polemizzare sterilmente ed infondere paure immotivate, ma nella fattispecie ci permettiamo di sollevare a priori, anche alla luce delle frequenti notizie stampa sui ristoranti cinesi, vive perplessità circa l’adozione da parte di una ditta di Pechino del sistema HCCP e delle altre procedure obbligatorie per garantire il rispetto della normativa sulla sanificazione degli ambienti di ristorazione, nonché sull’importazione di carni animali.
Non da ultimo va ricordato che la provenienza delle carni affette dalla ormai famosa e letale influenza aviaria, si riferisce proprio a quell’area del globo.
Forse che il Ministero dell’Interno si prenderà la briga di verificare mensa per mensa la genuinità e la provenienza delle merci?
O sarà necessario che prima si ammali seriamente qualche dipendente per poi correre ai ripari?
E perché poi tra le pietanze pattuite è escluso il pesce?? Mangeremo solo suschi??
Questa O.S. ha immediatamente preteso che a far data dall’inizio del contratto tutti i colleghi abbiano a conoscere ogni giorno il menù ed i prodotti utilizzati per confezionarlo, nonché chiederemo l’istituzione presso ogni provincia di una commissione preposta alle verifiche di specie, al fine di evitare che dietro l’impanatura di qualche prelibatezza orientale, anziché esservi delle gustose chele di granchio, ci si possa imbattere in ragni alla milanese, piuttosto che in ottimi scarafaggi contornati da topolini di stagione!
Invitiamo tutti a vigilare e segnalarci eventuali ”casi strani”.



 

 

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Antibiotici

ANTIBIOTICI: QUESTI SCONOSCIUTI

 

Nella medicina moderna si ricorre alla terapia antibiotica quando ci si trova di fronte a un’infezione causata da batteri (sono, quindi, del tutto inutili nei riguardi delle malattie virali quali, per esempio, raffreddore, influenza, mal di gola, alcune bronchiti ecc.).

Esistono diversi tipi di antibiotici, ciascuno in grado di intervenire su uno specifico batterio (o su uno spettro più vasto di questi) contrastando, così, l’azione dei diversi agenti patogeni. Si tratta, quindi, di farmaci indubbiamente efficaci contro alcune patologie ma non per questo privi di EFFETTI COLLATERALI, soprattutto nel caso di bambini.

Infatti, se da una parte esplicano la loro azione nei confronti dei batteri responsabili dell’infezione, dall’altra possono a volte agire anche nei confronti dei batteri ‘buoni’, che, per esempio regolano e mantengono l’equilibrio della flora intestinale.

 

QUALI POTREBBERO ESSERE I PIÙ COMUNI EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTIBIOTICI?
Esistono possibili effetti collaterali nell’assunzione degli antibiotici che, però, vengono poco presi in considerazione perché ritenuti secondari rispetto al beneficio che il farmaco stesso apporta nella cura della malattia.
È bene sapere, però, che spesso, all’origine di mal di pancia, gonfiore all’addome, nausea, vomito e diarrea, vi sono proprio gli antibiotici, responsabili in alcuni casi dell’alterazione della flora intestinale.
Ecco perché è consigliabile, se il bambino viene sottoposto a una terapia antibiotica, somministrargli anche dei riequilibratori della flora intestinale capaci di mantenerne il naturale equilibrio o, se alterato, di riportarlo allo stato originario.

 

COME DEVONO ESSERE SOMMINISTRATI?
Generalmente, si consiglia di iniziare la terapia di supporto con spore antibiotico-resistenti contemporaneamente a quella antibiotica, avendo cura di seguire le dosi e i tempi indicati sul foglietto informativo presente nella confezione. Posologia e tempistica, infatti, sono indispensabili per una buona riuscita della cura. Solitamente il momento migliore per assumerli è nell’intervallo tra la somministrazione delle dosi di antibiotici.

 

 

E SE NONOSTANTE L’ASSUNZIONE DI QUESTI FARMACI, I DOLORI ADDOMINALI, GLI EPISODI DI NAUSEA O DIARREA… NON CESSASSERO O SI PRESENTASSERO UGUALMENTE?

Esistono diversi fattori che potrebbero annullare il lavoro svolto sulla

flora intestinale da questi prodotti. Intanto, non tutti i prodotti presenti in commercio sono

antibiotico-resistenti. Inoltre, se nonostante l’assunzione dei farmaci riequilibratori si verificassero comunque disturbi addominali, è possibile che l’alterazione della flora intestinale fosse già in corso e sono necessari alcuni giorni per ripristinarne il corretto funzionamento.

QUESTI PRODOTTI BLOCCANO PER CASO L’AZIONE DEGLI ANTIBIOTICI NEL CONTRASTARE LA PATOLOGIA?
Assolutamente no. Questi farmaci agiscono come riequilibratori della flora batterica intestinale e non interferiscono in nessun modo con l’azione dell’antibiotico contro i batteri nocivi.

PERCHÉ MEDICI E PEDIATRI NON SEMPRE PRESCRIVONO L’UTILIZZO DI QUESTI PRODOTTI A FRONTE DI UNA TERAPIA ANTIBIOTICA?
Di solito gli effetti collaterali degli antibiotici vengono scarsamente menzionati a vantaggio, per esempio, della palatabilità e/o del numero di somministrazioni quotidiane degli stessi. Il problema è comunque ‘dietro l’angolo’ e, quando presente, viene risolto dal medico o dal paziente in ‘qualche maniera’ o con ‘qualche prodotto’. Una soluzione di notevole vantaggio potrebbe essere la ‘razionalizzazione terapeutica‘ (ossia la codificazione ‘una volta per tutte’ dei prodotti da affiancare agli antibiotici) dei disturbi gastrointestinali antibiotico-indotti, anche al fine di una migliore relazione medico-paziente.

POSSO SOMMINISTRARLI IO STESSA AL MIO BAMBINO SE IL PEDIATRA NON ME LI PRESCRIVE?
È sempre bene che sia il pediatra a prescrivere una terapia, soprattutto se il bambino ha meno di 6 anni. Qualora, però, il medico dovesse prescrivere una terapia antibiotica è bene chiedere il suo parere relativamente alla integrazione con un farmaco antibiotico-resistente per il riequilibrio della flora intestinale.

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Le schermate blu di windows 7

 

 

http://ottobitnews.blogspot.com/2009/01/le-schermate-blu-di-windows-7.html

 

 

Chi utilizza il pc ormai da molti anni, ed ha usato le varie versioni di windows, saprà di certo cosa sono le schermate blu anche dette ‘the blue screen of death’ (BSOD). Con le versioni 95 e 98 ci eravamo affezionati a loro, tanto da non poterne fare a meno, e vederle comparire almeno una volta al giorno nel nostro monitor era definito ‘normale’. Con l’avvento dell’xp e del Vista le apparizioni delle BSOD sono andate diminuendo.
Così, con lo sviluppo del windows 7, si ‘temeva’ di non vederne più. Subito dopo la diffusione della
beta di windows 7, smanettoni di tutte le età si sono messi all’opera per far comparire l’indistinguibile schermata. E….ci sono riusciti. In rete sono già presenti immagini video e istruzioni per far comparire le BSOD, le riportiamo di seguito:

 

 

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UNIONE ITALIANA SINDROME DI KLINEFELTER

 

È un’associazione senza scopo di lucro nata dall’iniziativa di alcuni familiari e persone affette dalla Sindrome di Klinefelter, fondata nel 2002. Iscritta presso la Direzione Regionale Calabria codice di attività 10 Settore Tutela dei diritti civili con lo scopo di coordinare a livello nazionale, difendere i diritti e migliorare la qualità di vita di quanti sono affetti da Sindrome di Klinefelter. L’opera prestata dagli associati, VOLONTARISTICA e GRATUITA, ha l’obiettivo di aggregare i pazienti, i genitori e i familiari al fine di permettere lo scambio di esperienze, il conforto psicologico, e in particolare, attivare lo studio specifico sulla Sindrome in quanto ci risultano molti i problemi irrisolti: manca la cognizione della reale frequenza della patologia in Italia e sono poche le informazioni sulla prevenzione e la gestione di alcune possibili manifestazioni. La Sindrome di Klinefelter è un’anomalia cromosomica poco nota alla popolazione generale.

Molti medici non riconoscono persino le caratteristiche più evidenti della Sindrome e sottostimano problemi tipici quali:

  • L’anomalia di numero dei cromosomi; causa di sterilità e di un generico svantaggio su alcuni parametri dello sviluppo fisico e neuro-psichico.
  • La scarsa produzione di androgeni testicolari.

Questo fa sì che le persone diagnosticate SK non abbiano informazioni circa la loro condizione e ciò non consente loro di attuare terapie attualmente conosciute atte a migliorare le condizioni fisiche e prevenire gli effetti delle anomalie associate.

Ci proponiamo di incentivare l’integrazione tra mondo della conoscenza e mondo dei servizi, e ancora il legame tra mondo dei servizi e famiglie.

Perché un’Associazione Nazionale?

Cosi come per altre malattie di ampia incidenza sociale un’associazione di famiglie e per le famiglie diventa uno strumento indispensabile per lo studio della Sindrome di Klinefelter. I soci di UNITASK agiscono affinché si possa attivare uno studio specifico sulla malattia. Principale obiettivo é stimolare (mediante le indicazioni di un qualificato comitato scientifico) la ricerca scientifica attualmente svolta in pochi centri nel mondo.

In questi termini la costituzione dell’Associazione rende disponibili fondi altrimenti irreperibili nell’attuale Sistema Sanitario Nazionale. L’Unione Italiana si propone di mantenere uno stretto contatto con le associazioni degli altri Paesi al fine di favorire la circolazione delle conoscenze scientifiche, attualmente esistenti sulla Sindrome, a vantaggio delle famiglie interessate e del progresso della scienza medico-scientifica.

Crediamo che solo investendo sulla ricerca si potranno elaborare terapie non solo sintomatiche per la gestione e la cura della Sindrome.

Ci siamo resi conto che la ricerca in Italia non raggiunge i livelli esistenti oggi in altri Paesi, dove, l’attenzione posta sugli sviluppi della Sindrome di Klinefelter sta già fornendo risposte importanti tali da permettere un miglior approccio alle problematiche.

Il nostro obiettivo e’ quello di recuperare il tempo perduto, ma per riuscire in questo intento abbiamo bisogno di vari aiuti:

L’aiuto dei medici

UNITASK – Onlus ha al suo interno un comitato scientifico di prim’ordine, che ha lo scopo di estendere sia le conoscenze acquisite, sia le nuove esperienze a tutta la struttura medica in Italia inoltre ci avvaliamo della collaborazione di quanti vogliono contribuire a condividere la loro esperienza e a divulgare le conoscenze acquisite.

L’aiuto dello Stato

Sono già iniziati i primi approcci verso il Ministero della Sanità,con specifiche richieste, prima fra tutte il corretto posizionamento della Sindrome di Klinefelter e delle sue complicanze nel panorama delle malattie genetiche.

Adesso abbiamo bisogno del tuo aiuto

Di conoscere meglio le tue esperienze, le tue esigenze e di avere da te un’opinione chiara e sincera sui risultati ottenuti ad oggi con le cure attualmente disponibili.

Come si può aderire ad UNITASK-Onlus?

Se sei direttamente interessato contattaci subito, é di fondamentale importanza ‘contarci’ e conoscerci.

Aiutaci a mettere in contatto i pazienti e le famiglie con la stessa patologia considerato che le persone si trovano a vivere delle situazioni di solitudine e isolamento.

Vorremmo creare dei gruppi di aiuto e auto-aiuto al fine di dare un prezioso supporto a quanti si trovano a lottare contro forme morbose gravi ed invalidanti.

Se puoi invitarci alle manifestazioni che si svolgono nella tua città ci permetterai di presentare UNITASK – Onlus alla gente e di illustrarne gli scopi.

Diventa Socio Ordinario,per supportare in maniera tangibile, sia con la propria attività di volontario all’interno dell’Associazione sia con un contributo economico di € 25,00, la vita e lo sviluppo dell’Associazione.

Se vuoi contribuire economicamente in modo più consistente oltre alla quota d’iscrizione puoi aggiungere, a tua discrezione, una donazione.

Puoi aiutarci in qualità di Volontario svolgendo attività che contribuiscano in maniera determinante al raggiungimento degli obiettivi associativi.

Si può versare la quota annuale direttamente su C/C postale 47303813 UNITASK – Onlus ricevuta valida per i benefici fiscali di cui all’art. 13 del D.L. 460/97.

PUOI SPONSORIZZARE I NOSTRI PROGETTI.

Ogni donazione a favore delle Onlus è deducibile dal proprio reddito IRPEF fino a un massimo di 2.065,83 euro

LE AGEVOLAZIONI FISCALI

Con il decreto legge n. 35/2005 sono state varate agevolazioni fiscali (valide dal 17 marzo 2005) per chi vuole essere solidale con le ONLUS, le organizzazione non lucrative di utilità sociale, fra cui Unitask Onlus.Questo decreto è stato convertito nella legge 80/05 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 111 del 14 maggio 2005.

PRIVATI

Ecco cosa recita la legge (80/05) a proposito della deducibilità delle donazioni delle persone fisiche (privati cittadini):Art. 14 ”Le liberalità in denaro (…) erogate da persone fisiche (…) in favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale (….) sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del dieci per cento (10%) dello stesso, e comunque con un massimo di 70.000 euro annui” In alternativa rimangono valide le vecchie disposizioni previste dall’art.13 del Dlgs 460/ 97, secondo cui le persone fisiche possono detrarre dall’imposta lorda il 19% dell’importo donato a favore delle Onlus fino a un massimo di 2.065,83 euro (art. 13 bis, comma 1 lettera i-bis del D.p.r. 917/86). Per donazioni di importo maggiore, la detrazione sarà comunque calcolata sulla cifra massima di 2.065,83 euro (Ndr. la detrazione potrà quindi raggiungere un massimo di 392,51 euro).

Importante: Le agevolazioni fiscali sono consentite a condizione che il versamento delle donazioni in denaro sia eseguito tramite uno dei seguenti sistemi di pagamento: banca, ufficio postale, carta di credito e di debito, carta prepagata, assegno bancario e circolare

Informarsi:

Potete scrivere a: info@unitask, oppure contattarci direttamente presso le nostre sedi operative

Stare insieme per un futuro migliore

 

Elenco domande

http://www.unitask.it/portale/index.php?option=com_content&task=view&id=65&Itemid=74

 

 

Quali sono le caratteristiche fisiche delle persone XXY?

I neonati si presentano normali alla nascita. I ragazzi affetti dalla sindrome hanno una variabilità nei fenotipi e non hanno caratteristiche morfologiche comuni per il viso, quindi sono generalmente indistinguibili dagli altri ragazzi con cariotipo normale. La maggior parte dei ragazzi SK iniziano regolarmente la pubertà. I livelli di testosterone diminuiscono nell’adolescenza e nella prima età adulta, anche se sono stati descritti da Pause etAl alcuni Klinefelter con una concentrazione di testosterone pari a quella di maschi adulti normali. Le dimensioni del pene sono normali, ma il volume testicolare è ridotto e sostanzialmente è questa la sola caratteristica comune osservabile nei ragazzi SK. Si tratta di persone quasi sempre sterili per aspermia, anche se sono descritti pazienti con temporanea produzione di spermatozoi. Nel 60% dei casi è presente ginecomastia ( contro una frequenza del 30% nei controlli). Si tratta quasi sempre di una condizione transitoria. Senza una produzione normale di testosterone i caratteri sessuali secondari non emergono completamente quindi la produzione pilifera può essere ridotta o assente. Non c’è una particolare predisposizione all’omosessualità. L’altezza inizia ad aumentare dopo i 5 anni di età raggiungendo una media più alta rispetto ai coetanei. Ovviamente l’altezza varia in base anche all’altezza dei genitori.La maggiore altezza deriva dalla lunghezza degli arti inferiori che è già presente prima della pubertà e quindi non è dovuta alla carenza di testosterone , ma piuttosto dalla variante cromosomica stessa.

Che problemi possono avere le persone XXY? < /EM>

Oltre che presenza occasionale di ginecomastia , la mancanza di barba e l’occasionale tendenza ad arrotondare i fianchi può generare nei ragazzi XXY insicurezza e scarsa accettazione di sé. Rispetto ad altri hanno più probabilità di essere di peso eccessivo. Tale predisposizione è stata riscontrata nel 75% dei casi a partire dai 6 anni di età.

Un problema più serio è spesso sottovalutato: anche se un ampio spettro di test ha evidenziato risultati di QI ampiamente sotto e ampiamente sopra la media di QI, la maggior parte ha un piccolo ritardo nell’espressione delle singole parole che spesso passa inosservato. Studi longitudinali hanno ripetutamente rilevato un deficit nel linguaggio che spesso causa difficoltà di apprendimento e disadattamento sociale durante il periodo scolastico.Studi dettagliati sulle abilità orali e scritte di 47xxy dimostrano che le difficoltà maggiori si riscontrano più nella produzione del linguaggio che nella comprensione. Si possono verificare difficoltà nel processo auditivo e nella memoria auditiva che determina un ritardo nella velocità, nella efficienza e nella comprensione del processo informativo.

La mancanza di pronti interventi per fronteggiare tali difficoltà può sfociare in problemi emozionali e difficoltà comportamentali successive.

Da una recente ricerca correlata a difficoltà di linguaggio,inoltre, si è potuto osservare che in soggetti con Sk non trattati dal punto di vista logopedico si è verificato una riduzione della materia grigia nel lobo sinistro temporale (articles by Patwardhan. A.j. Reiss Department of Psychiatry and Behavioral Sciences, Stanford University School of Medicine Stanford Pubmed citation).

Fortunatamente, queste disabilità verbali possono essere compensate. Le probabilità di successo sono più grandi se il trattamento per la difficoltà verbali è cominciato nell’infanzia.

Alcuni bambini hanno una neuro-maturazione tardiva con una riduzione nel coordinamento. Tale ritardo motorio potrebbe persistere oltre la primissima infanzia e influenzare l’attività scolastica sia per la scrittura (nella velocità e nella destrezza) sia per le altre attività motorie. Sembrano impacciati nei movimenti. Uno studio effettuato su 14 SK non informati sul loro cariotipo ha dimostrato che rispetto al gruppo di controllo sono più frequenti il basso tono muscolare,tremori, movimenti non coordinati,e disgrafia. E’ stata riscontrata un’alta percentuale di diabetici tra le persone affette da SK e rischio di ipotiroidismo, sebbene le cause concatenanti tali complicazioni sono ad oggisconosciute. Campbel et AL ha evidenziato che sussiste un rischio più alto rispetto al controllo di ulcerazioni e trombosi veneree e di emboli polmonari negli uomini con cromatina positiva. Nel 25% di adulti SK si verifica una diminuzione della densità ossea che si riflette in una minore formazione ossea e un maggior riassorbimento osseo. Pare che questo possa essere determinato dall’ipogonadismo piuttosto che dalla condizione genetica.

 

Come può essere aiutato nell’apprendimento un ragazzo di XXY?

I ragazzi di XXY dovrebbero essere inseriti in classi poco numerose dove gli insegnanti possono prestare loro un’attenzione maggiore. I genitori, che possono addossarsi le spese, possono pensare alla possibilità di iscrivere i loro figli ad una scuola che possa offrire servizi educativi speciali. I genitori che non possono permettersi le scuole private dovrebbero consultare i decreti legge che regolano, la formazione scolastica dei portatori di handicap. Questa legge, dichiara che tutti i bambini con le inabilità hanno diritto ad una formazione nell’ambito della scuola pubblica adeguata alle loro esigenze. La legge non può accertarsi che ogni bambino che ha bisogno dei servizi educativi speciali li ottenga automaticamente. La legge permette che i genitori agiscano quando sospettano che il loro bambino ha un’inabilità imparare. Le probabilità di successo sono maggiori per i genitori che s’informano e lavorano in cooperazione con la scuola, per progettare i programmi educativi per i loro figli.

Poiché i bambini XXY hanno difficoltà a ricordare le cose che vengono loro dette, i genitori e gli insegnanti possono aiutarli a ricordare stimolando la memoria visiva: illustrare le parole con le immagini può aiutare. La gestualità è un’altra tecnica utile. Per esempio, un insegnante potrebbe accompagnare la parola ‘sì’ con un cenno del capo. Similmente, agitare la testa da lato all’altro è il gesto universale per dire ‘no’. Altri gesti utili includono l’ondeggiamento della mano nel dire arrivederci, mostrare al bambino il palmo della mano per indicare ‘l’arresto’, e tenere le braccia larghe per significare ‘così grande.’

I bambini XXY hanno frequentemente difficoltà a trovare la giusta parola per descrivere un oggetto o una situazione. I genitori e gli insegnanti possono aiutarli a sviluppare il vocabolario con una varietà di tecniche: insegnare loro sinonimi (es. automobile può essere denominata auto, veicolo, automezzo ecc). Un altro mezzo importante di istruzione consiste nella categorizzazione (indicando al bambino che una cosa appartiene ad una grande categoria che comprende vari oggetti). Con questa tecnica, un bambino può imparare che automobili, bus, camion e biciclette fanno parte della categoria dei veicoli, macchine che trasportano la gente e le cose da un posto all’altro.

Poiché i bambini XXY hanno difficoltà ad esprimersi, possono far male i compiti di verifica che richiedono l’esposizione di un argomento. Le risposte multiple tipo quiz possono dare agli insegnanti un’idea migliore di cosa il bambino XXY ha imparato. Similmente, piuttosto che imporre un tipo di lavoro è preferibile coinvolgerli nella pianificazione attiva dei compiti da svolgere presentando delle alternative: Invece di chiedere ‘che cosa gradisci fare ora?’ possono dare una possibilità di scelta: ‘vuoi lavorare alla ortografia o preferisci fare matematica?’

I genitori e gli insegnanti aiutano i bambini XXY a sviluppare la capacità di esprimersi con il dialogo, sollecitandoli nella conversazione con una serie di domande. La stessa tecnica può essere usata per aiutare il bambino a sviluppare le sue abilità narrative. Per esempio, un genitore potrebbe cominciare a chiedere ad un bambino che cosa ha fatto durante il giorno e sollecitandolo con le domande spingere il bambino a parlare delle sue attività: ‘siete andati giù dallo scivolo? Eravate impauriti quando siete arrivati in cima alla scaletta? Allora che cosa avete fatto? Siete andati sull’altalena? Chi si è seduto sull’altra estremità?’

I genitori possono anche aiutare i bambini XXY a sviluppare semplicemente le loro abilità espressive fornendo buoni esempi. Con una tecnica chiamata ’emulazione’, possono contribuire ad organizzare i pensieri dei loro bambini ed a fornire loro gli esempi di come esprimersi. Per esempio, se un bambino piccolo indica che desidera un’autopompa antincen
dio giocattolo indicando col gesto, il genitore può indicare il gioco dicendo: ‘questa è un’autopompa antincendio’. Similmente, se un bambino più grande chiede ‘dobbiamo mettere i frutti nella cosa?’ il genitore potrebbe rispondere ‘sì, noi stiamo andando a mettere gli aranci nel carrello della spesa’.

La ricerca indica che i ragazzi XXY, possono rendere poco in una situazione autonoma di gestione dell’aula e sembrano preferire un ambiente strutturato e strettamente organizzato secondo regole predefinite. Gli insegnanti possono ridurre il livello di distrazione per questi allievi disponendoli nei posti anteriori della fila. Gli insegnanti inoltre dovrebbero presentare lentamente le informazioni e ripetere i punti chiave parecchie volte, se necessario. Ai ragazzi di XXY non dovrebbero essere dati compiti che hanno molti piccoli punti. Piuttosto, ogni punto dovrebbe essere presentato individualmente.

I ragazzi di XXY possono tirarsi indietro se messi di fronte ad un compito che risulta essere al di sopra delle loro capacità. È questa una forma di autodifesa per proteggersi dalla consapevolezza di avere delle difficoltà, dal punto di vista cognitivo, che da solo non riesce a superare Questa consapevolezza può portare a forme estreme di insicurezza. Un insegnante o un genitore, dovrebbe riguadagnare con dolcezza, l’attenzione del bambino ed aiutarlo a concentrarsi di nuovo ripresentandogli il compito in una forma più semplice. Similmente, i ragazzi di XXY possono avere difficoltà a mettere un’operazione da parte per concentrarsi su altro.

 

Come vivono l’adolescenza i ragazzi XXY?

In generale, i ragazzi XXY iniziano normalmente il periodo puberale senza subire ritardi nello sviluppo della maturità fisica. Mentre la pubertà progredisce, non riescono a stare al passo con gli altri maschi. Nei ragazzi cromosomicamente normali i testicoli gradualmente aumentano di formato, da un volume iniziale di circa 2 ml, a circa 15 ml. Nei maschi XXY, il pene è solitamente del formato normale mentre i testicoli rimangono a 2 ml e non possono produrre le quantità sufficienti dell’ormone maschile: il testosterone. Ne consegue che molti adolescenti XXY, anche se più alti della media, non possono essere forti come altri adolescenti e possono avere scarsa produzione pilifera sul corpo e poca barba.

Quando entrano nella pubertà, molti ragazzi subiscono l’ingrandimento leggero del seno. Per la maggior parte dei maschi, questa condizione, conosciuta come ‘ginecomastia’, tende a sparire in poco tempo. Circa un terzo dei ragazzi XXY sviluppa i seni all’inizio dell’adolescenza in maniera più evidente rispetto ai coetanei, cromosomicamente normali. Nei ragazzi XXY, questa condizione può essere permanente. Tuttavia, soltanto circa il 10 per cento dei maschi XXY ha un ingrandimento del seno abbastanza grande da richiedere un intervento chirurgico.

La maggior parte degli adolescenti XXY trae beneficio dalla somministrazione del testosterone tramite un’iniezione ogni due settimane. L’ormone, aumenta la resistenza fisica e dà al ragazzo un aspetto più muscoloso e mascolino. (vedi il trattamento del testosterone qui sotto.)

L’adolescenza e gli anni del liceo sono difficili per i ragazzi XXY e le loro famiglie, specialmente se si sceglie un indirizzo scolastico in cui l’abilità atletica e la potenza fisica hanno una certa rilevanza. La mancanza di resistenza e agilità, unitamente a difficoltà di apprendimento, può danneggiare il senso di autostima. I compagni di scuola possono inoltre aggravare la situazione ridicolizzando il ragazzo per le sue difficoltà. Anche se i maschi XXY hanno molte caratteristiche in comune, non possono essere considerati come facenti parte di categorie rigide predefinite. Alcuni hanno praticato il gioco del calcio ed uno, in particolare, è un giocatore eccellente di tennis.

Il danneggiamento del senso d’autostima può essere più grave negli adolescenti XXY la cui condizione è stata riconosciuta in ritardo. Gli insegnanti e perfino i genitori possono considerare la loro preparazione scolastica carente come risultato di un carattere pigro e indolente. La mancanza di capacità atletica e la difficoltà di esprimersi correttamente nelle relazioni sociali, può provocare l’isolamento dell’adolescente dai suoi coetanei. Alcuni possono reagire cadendo nella depressione e rifiutando il contatto con la gente. Altri possono provare a cercare di farsi accettare frequentando compagnie pericolose.

Per questi motivi, maschi di XXY che sono diagnosticati durante l’adolescenza, possono avere bisogno di un sostegno psicologico.

Norme che regolano la tutela delle persone affette da Sindrome di Klinefelter

Sindrome di Klinefelter è inclusa, con il codice RN0690, nell’elenco delle malattie rare allegato al decreto ministeriale 10 maggio 2001, n. 279 ‘Regolamento di istituzione della Rete nazionale delle malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b,) del decreto legislativo 29 aprile 1998 n.124’, pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 180/L alla Gazzetta Ufficiale n. 160 del 12 luglio 2001. Il decreto, oltre a definire le modalità di esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie per i soggetti affetti da una malattia rara inclusa nell’elenco, prevede specifiche misure volte a sviluppare azioni di sorveglianza e a migliorare gli interventi volti alla prevenzione, diagnosi e terapia, nonché a promuovere la formazione degli operatori e l’informazione di cittadini e associazioni.

Di seguito, se ne illustrano brevemente i contenuti, ma si fa presente che presso il Ministero della salute è attivo, dal 5 marzo 1999, il sito www.sanita.it/malattie_rare che offre la possibilità di consultare il decreto, formulare osservazioni e proposte, porre quesiti e collegarsi con altri siti d’interesse.

Allo scopo di migliorare l’assistenza e promuovere la circolazione delle informazioni, il decreto istituisce la rete nazionale per le malattie rare, costituita da presidi in possesso di specifici requisiti di esperienza e competenza, appositamente individuati dalle regioni quali centri abilitati ad erogare prestazioni finalizzate alla diagnosi ed al trattamento delle malattie rare e da Centri interregionali di riferimento individuati dal Ministro della Sanità, su proposta della Regione o delle Regioni interessate, d’intesa con la Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, sulla base di criteri concordati in seno alla stessa Conferenza. Ai Centri di riferimento di livello interregionale è affidato, oltre che lo svolgimento delle funzioni tipicamente assistenziali, il coordinamento dell’attività assistenziale dei presidi, rappresentano il fulcro delle attività di sorveglianza e il nodo di smistamento del flusso delle informazioni, sia provenienti da altri Centri ed Organismi, sia dirette alla popolazione e agli operatori.

Al fine di ottenere, a livello nazionale, un quadro complessivo della diffusione delle malattie rare e della loro distribuzione spaziale e temporale, lo stesso decreto ha istituito il Registro nazionale delle malattie rare presso l’Istituto Superiore di Sanità. Le informazioni ottenute attraverso il Registro, che è già operativo, serviranno a migliorare gli interventi assistenziali volti alla tutela dei soggetti affetti da malattie rare e cooperare alle iniziative di livello internazionale.

 consigliabile il trattamento del testosterone per i maschi di XXY?

È auspicabile che i maschi XXY comincino il trattamento del testosterone all’inizio della pubertà. I maschi XXY diagnosti
cati nell’età adulta possono lo stesso trarre benefici dalla somministrazione dell’ormone. Una cura a base d’iniezioni di testosterone, aumenta la resistenza ed il volume dei muscoli, favorisce l’incremento della produzione pilifera sul corpo e sul viso (barba).

Alla cura a base di testosterone corrisponde, spesso, un miglioramento dal punto di vista psicologico. Cominciano a sviluppare un aspetto più maschile ed il senso d’autostima tende ad aumentare. Molti diventano più energici e smettono d’avere cambiamenti repentini d’umore. Quello che ancora non è chiaro è se questi cambiamenti psicologici, sono il risultato diretto del trattamento del testosterone o sono una conseguenza del riconoscimento delle proprie qualità di maschio cui consegue l’aumentato senso d’autostima. Nel gruppo, i ragazzi XXY tendono a soffrire di depressione perché, dal confronto con i coetanei, risultano loro più evidenti le difficoltà d’apprendimento. I bruschi cambiamenti d’umore ed i comportamenti collerici sono tipici atteggiamenti delle persone depresse.

Altri benefici del trattamento del testosterone possono includere un’esigenza minore di sonno dal punto di vista quantitativo, una più gran capacità di concentrazione ed un rapporto migliore col prossimo. Per trarre beneficio dal trattamento, un maschio XXY deve essere costante.

A volte, gli adolescenti, che possono essere in qualche modo immaturi, rifiutano le cure che necessitano iniezioni. La maggior parte dei medici si limita ad informare gli adolescenti XXY ed i loro genitori, circa i benefici delle iniezioni del testosterone lasciando a loro la decisione se iniziare una terapia.

Gli individui possono reagire al trattamento del testosterone in modo differente. La maggior parte dei maschi XXY trae beneficio dal testosterone, ma, alcuni, possono non notare miglioramenti significativi. Per accertarsi che le iniezioni forniscano il massimo beneficio, i maschi XXY che sono decisi a cominciare le iniezioni del testosterone dovrebbero consultare un endocrinologo qualificato che abbia esperienza nel curare i maschi XXY.

La forma più diffusa di trattamento sostitutivo prevede la somministrazione per via intramuscolare, di testosterone enantato o cipionato. Il dosaggio tipico somministrato ad un adulto, allo scopo di mantenere livelli plasmatici normali dell’ormone, è di 200 mg ogni due settimane. Quando il trattamento è iniziato durante la pubertà il dosaggio è più basso, cioè 50-100 mg ogni due settimane fino al raggiungimento dell’età adulta.

Quali sono gli effetti secondari possibili del trattamento del testosterone?

Gli effetti secondari delle iniezioni del testosterone sono pochi. Alcuni individui possono sviluppare una reazione allergica secondaria sulla parte del corpo dove si fa l’iniezione: un gonfiore simile ad un morso di zanzara. L’applicazione di una crema prescritta dal medico a base di cortisone sulla zona interessata potrà ridurre il gonfiore.

Le iniezioni del testosterone possono anche provocare l’iperplasia prostatica benigna (BPH). Questa circostanza è comune anche in maschi cromosomicamente normali, interessa più del 50 per cento degli uomini dai sessant’anni in poi; nei maschi XXY che s’iniettano il testosterone, l’iperplasia prostatica benigna, comincia precocemente, dopo i 40 anni. La prostata aumenta di formato, a volte comprimendo la vescica e questo crea delle difficoltà ad urinare ‘gocciolando’ e subentra il bisogno di urinare frequentemente. I maschi XXY che fanno una cura d’iniezioni di testosterone dovrebbero concordare con i medici un programma normale d’esami della prostata.

Disturbi Psichiatrici

La maggior parte dei pazienti con SK presenta un’intelligenza media o superiore alla norma. Solo circa il 20% presenta punteggi inferiori a 90 ai test standard di valutazione dell’intelligenza. Ciò nondimeno, è noto che ragazzi XXY tendono ad avere scarsi risultati scolastici. Anche se i punteggi complessivi d’intelligenza possono essere compresi nel normale range di variabilità, questi ragazzi tendono a presentare bassi punteggi di valutazione delle funzioni verbali, della memoria uditiva a breve termine, e scarse capacità di recupero e d’utilizzazione delle informazioni immagazzinate. In molti casi il problema è aggravato dalla presenza di difficoltà linguistiche e verbali o da sviluppo ritardato o da dislessia. Inoltre è stato osservato che i pazienti affetti da SK possono avere predisposizione per disturbi psichiatrici quali l’ansia, nevrosi, psicosi e depressione. Va tuttavia sottolineato come l’associazione d’aspetto fisico non virile, scarso coordinamento motorio, difficoltà di linguaggio, e di memoria possa ovviamente avere significative conseguenze sull’autostima del paziente e contribuisca a generare ansia e insicurezza. L’osservazione che i soggetti con cariotipo 48, XXXY 48, XXYY o 49, XXXXY 49, XXXYY presentano difficoltà più marcate a livello psicologico, neurologico o psichiatrico, suggerisce l’esistenza di una correlazione tra questo tipo di disturbi e la presenza dei cromosomi X sovrannumerari.

Come sono i maschi di XXY nell’età adulta?

Si conosce poco circa gli adulti XXY. Gli Studi negli Stati Uniti, si sono svolti in gran parte sui maschi XXY identificati nell’infanzia mediante una scelta a campione fatta a caso in base a determinate caratteristiche fisiche o comportamentali. Soltanto alcuni di questi individui hanno raggiunto l’età adulta; la maggior parte sono ancora nell’adolescenza.
Inoltre pochi studi su persone XXY diagnosticati nell’età adulta sono stati intrapresi. Generalmente, gli uomini che hanno partecipato a questi studi non sono stati selezionati a caso ma sono stati identificati da una caratteristica particolare, quale l’altezza. Per questo motivo, non si sa se, questi individui, possono considerarsi rappresentativi degli uomini di XXY in generale o semplicemente rappresentano un segmento particolare.

In generale, considerata la variabilità d’espressione clinica e d’evoluzione della sindrome, è importante fornire ai pazienti ed ai familiari informazioni adeguate e strutture di supporto, non appena si è a conoscenza della diagnosi. Il trattamento sostitutivo con testosterone non può correggere tutti gli aspetti della sindrome, ma è in grado di ottenere significativi effetti benefici. Se sono trattati fin dalla pubertà, i pazienti possono evitare di andare incontro ad una vita piena di problemi fisici e psicologici.

 

http://www.unitask.it/portale/index.php?option=com_content&task=view&id=65&Itemid=74#5-problemi

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